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Selfie: chi se li fa ha un disturbo mentale, lo dice uno studio USA

I selfie non sono sempre innocui: secondo uno studio condotto negli USA, la selfite è una vera e propria malattia mentale con tre stadi di gravità.

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Selfie, i nostri News Feed ne sono letteralmente invasi: dalla collega che cambia immagine di profilo facendosi un autoscatto al giorno, alla coppietta che si fotografa mentre si bacia anche nel bagno dell’Autogrill, all’amica divertita che pubblica i primi autoscatti fatti dal figlio treenne che ha appena scoperto la fotocamera interna dello smartphone di mamma, sono sempre di più le persone affette da… selfite.

No, non è un termine che ci siamo inventati in redazione: la selfite (selfitis in inglese) esiste, ed è una vera e propria malattia secondo un recente studio condotto dall’American Psychiatric Association. Si parla di “disturbo mentale” dovuto a una mancanza di autostima latente e al bisogno di colmare lacune nella propria intimità. L’APA ha anche identificato 3 stadi di selfite:

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  • selfite borderline: ne sei affetto se ti fotografi almeno 3 volte al giorno ma alla fine non pubblichi le foto in rete
  • selfite acuta: ne sei affetto se ti fotografi almeno 3 volte al giorno e pubblichi poi gli scatti in rete
  • selfite cronica: ne sei affetto se ti fotografi almeno 6 volte al giorno e pubblichi poi gli scatti in rete

Una possibile cura? Per il momento gli esperti hanno preso in considerazione solo la CBT, ovvero la Terapia Cognitivo-Comportamentale.

P.S. Ci avete creduto? Non vi preoccupate: ci sono cascate migliaia di persone! Trattasi ovviamente di una bufala  lanciata dal sito satirico Social News Daily. :-D

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